Boom in borsa per la Prelios targata Caputi

MF – Milano, 9 Maggio 2013 – Miglior debutto non si poteva immaginare: la ristrutturazione e il rafforzamento patrimoniale legati al contestuale ricambio azionario e manageriale di Prelios, deliberato ufficialmente dall’assemblea dei soci di ieri, è stato accolto da Piazza Affari con un netto rialzo. Il titolo del gruppo immobiliare ha chiuso la seduta a 0,081 euro (+11,1%) viaggiando a un prezzo che è più alto mediamente del 50% rispetto a quello di sottoscrizione dell’aumento di capitale che ha visto l’ingresso in scena della cordata capeggiata dalla Feidos 11 di Massimo Caputi. L’operazione approvata ieri al termine dell’approvazione dei conti 2012 (perdita di 241,7 milioni) prevede il lancio di un aumento di capitale da 185 milioni e l’attribuzione al board della possibilità di emettere altre azioni fino a un massimo di 269 milioni al servizio di un prestito convertendo.

La ricapitalizzazione sarà proposta per entrambe le tranche (la prima da 115 milioni, la seconda da 70 milioni con azioni di categoria B destinate a una newco partecipata da Feidos 11, Pirelli, Intesa e Unicredit) al prezzo di sottoscrizione unitario di 0,5953 euro, dopo il raggruppamento delle azioni attualmente in circolazione nella misura di un nuovo titolo ogni dieci vecchi. Gli impegni assunti dai vari soggetti in campo portano ad assicurare alla società un aumento per cassa di almeno 100 milioni di nuove risorse. «Si compie un giro di boa fondamentale per la vita della società che finalmente potrà cogliere in pieno il progetto di rilancio industriale», ha commentato l’azionista e vice presidente (con delega) Caputi. «In un triennio, con la collaborazione di tutti i soci abbiamo l’ambizione di rimettere a posto il gruppo che merita un ruolo di primo piano nel settore del real estate in Italia e in Europa. Con l’obiettivo finale di tutelare azionisti, lavoratori e investitori».

Adesso la strategia di Prelios, presieduta da Giorgio Bruno e guidata dall’ad Sergio Iasi, prevede lo snellimento della holding, il rilancio dell’operatività su scala europea del business dei servizi, la creazione di otto società ad hoc, l’incremento dell’autonomia manageriale e la ricerca di partner internazionali. Oltre allo sviluppo dell’attività di gestione dei non performing loan bancari. Contestualmente al rinnovo dei vertici e del cda (15 membri, dei quali sette indipendenti e cinque donne), il gruppo immobiliare ha approvato i conti del primo trimestre che si è chiuso con ricavi per 24,8 milioni, un ebit negativo per 3,4 milioni, una perdita di 18,5 milioni e un debito di 543,1 milioni.