Massimo Caputi: perché non spostare la Capitale a Milano?

Milano Finanza – 19 ottobre 2016 – Il titolo ripete la domanda, in apparenza qualunquista, fattami (Massimo Caputi, ndr) dal CEO di un fondo Usa il 7 ottobre nel suo ufficio di New York vicino a Columbus Circle.

A pensarci bene, spostando le attività amministrative da Roma avremmo tutti da guadagnarne, in particolare Roma e i Romani. La Capitale non ha più da anni sistema bancario (tranne BNL che però dipende da una banca francese) e si assiste a un esodo degli imprenditori romani verso Milano.

Roma non ha più industria: 20 anni fa la città esibiva un tessuto industriale e finanziario poderoso. Oggi è rimasta qualche sede legale e qualche unita’ produttiva malconcia. Non dispone di una rete di servizi e trasporti in grado di reggere l’impatto degli abitanti, di decine di milioni di turisti, e dei businessman e uomini politici costretti a venire a Roma. Per fortuna Fiumicino ha fatto giganteschi miglioramenti negli ultimi due anni, ma non basta.

Roma è bellissima e unica al mondo, purtroppo la sua macchina amministrativa è stata devastata dal cursus politico degli ultimi anni. La città sopravvive solo grazie  all’immane flusso di turisti che, in modo disordinato, le portano ricchezza. Nel 2016 si arriverà a 20 milioni di visitatori, contro i 7.5 milioni del 2000: un dato che dovrebbe far pensare sulla vocazione e capacita’ di generare ricchezza della città. Lo spostamento delle funzioni politiche ed amministrative in quella che oggi è riconosciuta, a livello mondiale, la vera capitale d’Italia per efficienza, alleggerirebbe Roma di un ruolo che non riesce a reggere; ma in alternativa si può optare per una soluzione territoriale insediando le attività in un centro come Latina.

Come si e’ rinunciato alle Olimpiadi, si dovrebbe avere il coraggio di capire che con tali condizioni e funzioni amministrative sulle spalle la città non riparte; pare un barcone decrepito che galleggia a malapena nello sporco Tevere, ormeggiato a una banchina invasa dai rifiuti.

In questi anni si assiste a un trasloco silente di cultura, imprenditorialità, economia, tecnologia verso Milano e oggi anche di famiglie normali che  ragionano dicendo «meglio andare a vivere a Milano».

E incredibilmente il capoluogo lombardo, che non ha nulla delle bellezze di Roma, esplode anche nel turismo: basta vedere i numeri delle presenze (ovviamente escludendo Expo). Non e’ un caso se le grandi catene alberghiere internazionali (Four Season, Park Hyatt, Mandarin, Armani, Bulgari) sono a Milano e non a Roma: un segnale molto negativo  della tendenza ricettiva.

E anche nel mercato immobiliare tra Milano e Roma c’è una differenza abissale: per esempio nel secondo trimestre del 2016 le compravendite in Italia sono cresciute del  22% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il mercato delle abitazioni ha segnato un aumento del 23%, il produttivo del 29%, il terziario del 15% e il commerciale del 12,3%. Molto bene ha fatto Milano (+29,7%), mentre Roma si e’ fermata ad un +12%.

La Città Eterna potrebbe dedicare immani sforzi per essere più attraente sia per i suoi abitanti che per i turisti, scaricandosi di pesi e funzioni che non è in grado di reggere e che ne tengono lontani i flussi di investimento. Roma Capitale della Cultura e del Turismo mondiale for ever, anche perché San Pietro e il Colosseo non possono traslocare, ma la burocrazia e la politica sì.

E se la soluzione Milano non piace, ci sarebbe sempre Torino che negli ultimi dieci anni e’ diventata un gioiello oppure, come già detto, Latina (o centri simili) in modo da non impoverire il territorio.

Lì per lì mi era sembrato che il mio interlocutore americano avesse detto una vera assurdità; eppure, un ragionamento serio e approfondito meriterebbe di essere fatto.
Sempre che qualcuno nel Paese, oltre che a litigare, ragionasse  per il bene di tutti e  far vivere meglio i Romani.