La Repubblica – Prelios, accordo fatto per il passaggio a Caputi

La Repubblica – SARA BENNEWITZ


Prelios, accordo fatto per il passaggio a Caputi

MILANO – Il passaggio di consegne nel gruppo immobiliare Prelios è in dirittura d’arrivo. Ieri sera, le trattative sono andate avanti a oltranza e nonostante numerosi incontri, le parti coinvolte nell’operazione non avevano ancora definito tutti dettagli. E così solo oggi la Feidos di Massimo Caputi insieme alla Camfin di Marco Tronchetti Provera dovrebbero firmare l’accordo con le banche per ristrutturare i debiti di Prelios e dare il via all’aumento di capitale fino a un massimo di 185 milioni, che parità 45 giorni dopo il consiglio convocato per il 27 marzo. La trattativa è stata più difficile del previsto, non solo perché erano molti gli istituti di credito coinvolti, ma anche perché il quadro del settore immobiliare è andato peggiorando.
Intesa, Unicredit e Ubi avrebbero dato il loro via libera. E, adesso, mancherebbe solo la firma di Centrobanca: le banche accorderanno un prestito senior da 200 milioni, uno super senior da 50 milioni (che avranno un tasso del 4-5%) e 270 milioni di convertendo con scadenza 2020. Pirelli trasformerà tutti i 170 milioni di crediti vantati a fine 2012 nel convertendo, che avrà un interesse di circa l’1%. Alla scadenza se Prelios verrà risanata Pirelli sarà rimborsata, altrimenti trasformerà il credito in azioni tornando ad essere un socio di riferimento del gruppo immobiliare.
Sulla ristrutturazione Prelios ha poi pesato un accertamento fiscale relativo ai vecchi fondi immobiliare della gestione di Carlo Puri Negri, che fino a qualche giorno fa era un fattore di rischio nella trattativa, ma che ora sembra in via di soluzione. Secondo il fisco, i fondi immobiliari beneficiando della fiscalità agevolata del risparmio gestito, avrebbero permesso al gruppo di pagare meno tasse sugli immobili che sono sempre rimasti della galassia Pirelli. Il fisco contesta a Prelios di aver apportato ai fondi immobili Telecom e Pirelli, che poi sono stati locati alle stesse società e gestiti dell’ex Pirelli Real Estate. La differenza tra l’aliquota agevolata dei fondi immobiliari e quella normale dovuta dalle aziende, ammonterebbe a circa 350 milioni, ma la quota parte di Prelios sarebbe solo di qualche decina di milione.
Secondo i legali di Camfin, dato che i fondi erano soggetti ai controllo di Bankitalia e della Consob, Prelios avrebbe agito nella piena legalità e dopo aver ricevuto il via libera delle autorità competenti, pertanto ogni pretesa sarebbe non dovuta.
E ora che la delicata questione di Prelios dovrebbe risolversi, Tronchetti Provera potrà dedicarsi al riassetto della governance ai piani alti di Camfin per superare lo stallo che si è creato con la famiglia Malacalza. Il gruppo genovese è il primo socio singolo di Camfin (25,6%) e quindi in trasparenza anche di Pirelli (di cui indirettamente ha il 6,75%). Nei giorni scorsi Vittorio Malacalza e i figli Mattia e Davide, avrebbero avuto alcuni colloqui informali con Intesa. Dopo che, a dicembre, l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni era riuscito a far sedere attorno a un tavolo Vittorio Malacalza con Tronchetti Provera, Intesa avrebbe provato a stabilire un contatto per trovare una mediazione. Ma il gruppo genovese avrebbe ribadito di essere pronto a investire nella holding che controlla Pirelli, e non a non a farsi liquidare.