Come reinventarsi un’Italia migliore

Master Meeting – Milano, 11 Dicembre 2012 – Ecco un paradosso che racconta la mala educacion del «nostro Paese: possedere un patrimonio immobiliare di inestimabile valore e lasciarlo all’incuria. Ed ecco, di contro, un’iniziativa intelligente che racconta la capacità di reinventarsi dell’Italia migliore: si tratta del progetto “Valore Paese-Dimore”, un’iniziativa che prevede la concessione a privati, fino a cinquant’anni, di beni statali di pregio storico artistico (tra castelli, isole, ville, fari, caserme, conventi, palazzi), in cambio della loro ristrutturazione e riqualificazione in ambito turistico. Il tutto, ovviamente, sotto il controllo del ministero dei beni culturali. Gli immobili che fanno parte del progetto sono 117 e tutti situati in tenitori a vocazione turistica già affermata o, comunque, in aree con alto potenziale di sviluppo, dal punto di vista paesaggistico, culturale o artistico. Certo qualche difficoltà c’è: all’investitore bisogna di fatto garantire che il bene sia libero da pendenze amministrative e giuridiche, onde evitare eventuali spiacevoli blocchi dei cantieri. Ma l’idea è senz’altro valida e, a dimostrazione, c’è oggi l’hotel villa Tolomei di Firenze, palazzo rinascimentale fino a poco tempo fa ridotto a un rudere e ora, dopo sei anni di sapiente restauro, lussuoso cinque stelle. Con il progetto Valore Paese-Dimore, castelli, ville, conventi e persino isole di proprietà dello stato nasceranno a seconda vita come destinazioni turistiche di charme to riportato agli antichi fasti grazie al reimpianto di vigne e oliveti. Attualmente la procedura è stata avviata per 69 strutture – dislocate in quasi tutte le regioni – con l’obiettivo di mettere sul mercato almeno 8 beni entro fine anno. A Milano, per esempio, sono stati messi all’asta, con destinazione turistica, i caselli daziari di piazza Sempione, risalenti alla prima metà dell’Ottocento ed estesi su oltre 1400 metri quadrati. Per alcuni edifici non sono mancate neppure generose proposte da parte di big investors stranieri e ingaggi, per le ristrutturazioni, di archistar come Zaha Hadid e Norman Foster, come nel caso del podere fiorentino Colombaia. In concessione c’è anche un’isola, quella di Poveglia, nella Laguna di Venezia, che dopo varie destinazioni d’uso – è stata isola rifugio, stazione di transito e lazzaretto – è stata poi abbandonata. Ma tanti altri sono i tesori in procinto di essere recuperati, come il faro edificato da Pio IX ad Ancona e quello di Domino alla Tremiti, la caserma Vittorio Emanuele a Gaeta e il Castello piemontese di Agliè, risalente al XII secolo. Catene italiane. Dalle stelle alle stalle I big investors stranieri continuano a fare shopping in Italia, convinti che nonostante la crisi – aggravata per gli imprenditori nostrani dalla mancanza di una politica di governo mirata – il turismo nello Stivale sia un’ottima occasione di business. E che l’Italia piaccia tanto agli stranieri, non solo agli investitori ma anche ai turisti, lo confermano gli ultimi dati di Federalberghi: dall’inizio dell’anno al mese di agosto i pernottamenti sono cresciuti dello 4%, trend che non riguarda però i ricavi, penalizzati dalla contrazione generale dei prezzi (-4.5%) e dall’Imu che duramente ha colpito i proprietari delle antiche dimore, essendo le rendite catastali aumentate vertiginosamente. Ma a passarsela male in Italia sono soprattutto le Catene, a parte qualche eccezione (come Starhotel e Siria), gravate dagli alti livelli di debito e dai tassi di occupazione in calo, e alcune, oggi, finite nelle mani di amministratori delegati nominati dalle banche. Altro problema che affligge il sistema della ricettività italiana è il forte individualismo, la difficoltà di fare aggregazione, in un settore che conta 34 mila aziende alberghiere di cui la maggior parte è a conduzione familiare.

Intanto, è apparsa la notizia sulla stampa (Affari&Finanza di Repubblica) – che Massimo Caputi di Feidos avrebbe varato un nuovo fondo Italian Relux in accordo con il Gruppo inglese Mpg e la boutique Phinance per investire in alberghi di lusso in città italiane a forte vocazione turistica.