Investitore Usa muove su Prelios, rastrellati i diritti dell’inoptato

La Repubblica – Milano, 16 Agosto 2013 – Colpo di sole per l’aumento di capitale di Prelios. A cavallo di Ferragosto un misterioso investitore americano avrebbe rastrellato i diritti dell’inoptato che le banche si erano riservate di garantire, rilevando un cospicuo blocco di opzioni che, se esercitate, trasformerebbe l’investitore nel primo azionista singolo del gruppo immobiliare nato da una costola del colosso degli pneumatici.

Si tratta di Susquehanna International Group, società americana specializzata in investimenti finanziari legati a derivati, materie prime ed energia che ha operato attraverso la sua filiale europea di Dublino.

Per diventare il primo azionista della Prelios, il socio estero dovrebbe versare cinquanta milioni di euro, oltre un quarto rispetto all’ammontare della ricapitalizzazione appena varata dal gruppo, ma che prevede anche titoli senza diritti di voto.

A seconda del momento dell’esercizio delle opzioni, l’investitore si troverebbe ad avere tra il 24 e il 29,9 per cento della società. Tanto è bastato per creare notevole agitazione tra tutte le parti coinvolte nel riassetto, dalle grandi banche ai soci industriali. E così da qualche ora i soci della Feidos di Massimo Caputi e quelli della Camfin di Marco Tronchetti Provera stanno cercando di capire quale sia la vera identità dell’investitore straniero, e quali le sue intenzioni. E’ probabile che il socio a stelle e strisce eserciti le opzioni alla spicciolata per rivendere progressivamente sul mercato, lucrando sulla plusvalenza. Tuttavia, dopo i colpi di scena dell’aumento di RcsMediagroup (con Fiat che ha raddoppiato la quota e Urbano Cairo che rastrellando i diritti ha rilevato un pacchetto di azioni), non possono essere esclusi a priori repentini cambi di scenario.

Non c’è pace comunque per Tronchetti Provera. La scorsa estate era impegnato su due fronti, da una parte a gestire il divorzio con la famiglia Malacalza, dall’altra a risanare Prelios, che senza i soci di Feidos era a rischio (tanto che i revisori non certificarono la semestrale del giugno 2012). Ora, a distanza di un anno esatto, il gruppo immobiliare è stato risanato grazie a un’importante iniezione di capitale nonché all’ingresso di Feidos e di una nuova linea manager, ma adesso potrebbe essere entrato nel mirino di un nuovo investitore estero.