Prelios chiude l’aumento di capitale con la Feidos di Caputi

Il Sole 24 Ore – Milano, 21 Agosto 2013 – Si è chiuso l’aumento di capitale di Prelios. L’obiettivo è stato raggiunto con la sottoscrizione complessiva di azioni per 45,4 milioni di euro pari al 39,49% del totale delle azioni ordinarie di nuova emissione. Dei diritti inoptati offerti in Borsa (e in gran parte rastrellati venerdì scorso dal broker americano Susquehanna) sono state sottoscritte azioni pari allo 0,81% del totale delle azioni di nuova emissione per 930 mila euro.

L’aumento di capitale è comunque garantito. I finanziatori di Prelios (Pirelli e le banche, tra le quali Intesa Sanpaolo e Unicredit) sottoscriveranno, come da impegni, le restanti azioni per quasi 70 milioni di euro. L’aumento di capitale in opzione risulterà essere, quindi, sottoscritto per il previsto controvalore complessivo di 115 milioni di euro.

Si è dunque sgonfiato il giallo di ferragosto: nessun raider in azione su Prelios. Il broker americano Susquehanna che aveva rastrellato nei giorni scorsi 46 milioni di diritti inoptati (su 51,5 milioni totali) che davano la possibilità di acquistare circa 100 milioni di azioni, alla fine, ha quindi deciso di defilarsi o di sottoscrivere solo in minima parte. Come intuito da diversi addetti ai lavori nei giorni scorsi, la strategia del trader Usa è stata dunque esclusivamente speculativa. Anche perché per diventare davvero il primo azionista di Prelios, il broker (che sembra aver già agito, ad esempio nell’aumento di capitale di Unipol, con logiche speculative) avrebbe dovuto sborsare circa 60 milioni di euro.

Giunge quindi al termine la roadmap durata più di un anno che ha portato a compimento l’operazione di rafforzamento patrimoniale e di rilancio industriale di Prelios. L’aumento di capitale, nel suo complesso, è stato di 185 milioni di euro, di cui 70 milioni è la parte di aumento riservato a Fenice, la newco costituita da Feidos 11, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Pirelli, che di fatto consente l’ingresso del nuovo socio industriale, la Feidos di Massimo Caputi, che ha peraltro delega allo sviluppo del business della società guidata da Sergio Iasi.
La parte in opzione era invece di 115 milioni di euro, di cui 25 milioni sono stati sottoscritti come da impegni precedenti dagli ex pattisti – Camfin, Generali, Mediobanca e Intesa SanPaolo. Ma la sorpresa è arrivata dal mercato, che ha sottoscritto due settimane fa per circa 20 milioni di euro: cifra ben superiore alle aspettative e tale da richiedere una minore quota di conversione per i finanziatori della società, che saranno chiamati a sottoscrivere circa 70 milioni di euro di azioni, rispetto agli impegni di garanzia fino a 90 milioni. È ancora presto per l’ufficializzazione del nuovo assetto azionario, ma sicuramente tra i nomi dei principali soci figureranno le principali due banche del Paese, Unicredit e Intesa SanPaolo (che andranno a convertire parte della loro esposizione), oltre a Pirelli, al nuovo socio industriale Feidos 11 (tramite il veicolo Fenice) e ad alcuni degli ex-pattisti.

L’altra gamba dell’operazione straordinaria è stata la rimodulazione del debito da 560 milioni di euro alla ben più sostenibile soglia dei 250 milioni tra senior e supersenior (la cifra restante andrà in un convertendo da circa 230 milioni a 7-10 anni). Finalizzata l’operazione, ora Prelios potrà concentrarsi sul piano industriale, che punta a farne uno dei principali poli europei di servizi, e sulla decisione di dismettere, nel giro di due anni, tutte le iniziative di capitale residue, che tanti guai hanno causato in passato.