Pirelli e Camfin pronte a vendere il 15% di Prelios

MF – Milano, 17 Maggio 2014 – Tronchetti Provera conferma: Pirelli e Camfin pronte a vendere il 15% di Prelios Pirelli e Camfin sono ormai pronte ad allontanarsi da Prelios, la ex Pirelli Real Estate, che tra i soci di riferimento oggi vede la Feidos, di Massimo Caputi (vice presidente Prelios). Il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, ieri ha confermato l’intenzione di cedere parte della quota detenuta nel gruppo immobiliare. Che la partecipazione fosse destinata al mercato era abbastanza scontato, ma le dichiarazioni di Tronchetti lasciano presagire che i tempi per un primo allontanamento siano ormai maturi. In realtà il presidente di Pirelli ha ribadito più volte che «non c’è fretta» e che «non sa dire con quali tempi», ma ha confermato che la partecipazione di Camfin e parte di quella di Pirelli in Prelios sono destinate alla vendita. Il riferimento è al pacchetto del 7%, all’interno della partecipazione del 29% che Pirelli ha in Prelios e che, nell’ambito dell’accordo di rimodulazione del debito, è stata classificata come immediatamente vendibile. Nell’ambito invece degli accordi con i Russi di Rosneft (che pochi giorni fa hanno acquistato il 50% di Camfin diventando i primi azionisti di Pirelli) è previsto che Camfin venga depurata della sua partecipazione in Prelios (pari all’8%).

In sostanza sul mercato dovrebbe finire il 15% di Prelios (il 7% di Pirelli più l’8% di Camfin). Ciononostante il mercato ieri ha reagito positivamente alle parole di Tronchetti, spingendo il titolo a un rialzo dello 0,9% a 0,6 euro in una giornata in cui in generale i titoli del settore immobiliare si sono messi in evidenza a Piazza Affari. Tronchetti Provera ha poi commentato la recente intesa con Rosneft parlando di «un accordo industriale importante che ci permette di vedere la crescita in Russia rafforzata». Questo vale «sia per l’accordo commerciale che per quello industriale, poi c’è un azionariato che vede al nostro fianco un partner industriale con una visione di lungo periodo, attraverso un fondo pensione», spiega Tronchetti, ricostruendo lo schema dell’accordo che porta i russi a investire in Pirelli entrando direttamente in Camfin, e non con la costituzione di un veicolo ad hoc come inizialmente immaginato. In ogni caso l’impegno di Pirelli in Italia resta un punto fermo. «Abbiamo dei progetti di investimento che abbiamo portato avanti anche in momenti difficili», ha ricordato Tronchetti. Non preoccupano invece le tensioni geopolitiche. «Nel mondo negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a tensioni di varia natura e genere. Penso che con la volontà si trovi un percorso di equilibrio nell’interesse di tutti», ha sottolineato Tronchetti. «Il mondo delle imprese deve contribuire a mantenere l’equilibrio. Noi siamo nel mondo e svolgiamo ovunque il nostro lavoro nel rispetto delle regole e della crescita dell’azienda, al fine di far crescere l’ambiente dove ci troviamo a lavorare». Infine, il numero uno della Bicocca ha commentato i risultati delle recenti elezioni europee spiegando che l’Italia adesso ha «la possibilità di tutelare gli interessi di tutti in Europa, e può farlo da leader e non da Paese in crisi». Affrontare il semestre europeo «con un’Italia che si è dimostrata più europeista degli altri dà la possibilità di dare una spinta al cambiamento dell’Europa. È quello di cui abbiamo bisogno» perché «uscire dall’Europa è una follia. Bisogna usare il tempo che abbiamo davanti, sia il semestre che il 2015, per introdurre quei cambiamenti necessari a fare dell’Italia un Paese normale e governabile».