Massimo Caputi: Maledetto week end a Londra

Monitorimmobiliare.it a firma di Massimo Caputi (Presidente Feidos) – Milano, 15 Settembre 2016 – Nei giorni scorsi ho incontrato, a Londra, i vertici europei di quattro fondi globali.

Avevano chiesto di vedermi e casualmente le richieste erano arrivate, quasi contestuali, ma separatamente nell’arco di tre giorni.

Da sempre i top manager dei fondi globali (di solito americani) utilizzano imprenditori, manager, ex politici e opinion leader del paese interessato per avere una visione aggiornata del quadro economico, politico e, a volte, sociale. Informazioni rilevanti nella scelta di investimento degli analisti dei fondi.

Negli anni scorsi sono stato interpellato varie volte, tra l’altro, spesso su Berlusconi (inviso ai top manager americani per molti motivi, ma forse principalmente  per sue manifeste simpatie verso Putin e Ghedaffi), sul nuovo Papa (che all’inizio ha molto colpito gli americani, ma non ho mai capito se al positivo o al negativo), sul Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

L’attuale Presidente del Consiglio è apparso ai vertici dei fondi globali come una novità per la politica italiana, totalmente diverso dai predecessori e sicuramente il suo pragmatismo e il suo piglio diretto per mesi sono stati oggetto di interesse molto positivo.

Ma il passato week end di incontri mi ha rappresentato uno scenario nuovo: con domande dirette, che sembravano scritte da un copione unico, i miei interlocutori internazionali hanno cercato di capire – al di fuori di tatticismi – quale fosse la mia visione reale sull’economia, la politica e la stabilità del Paese, anticipandomi che, con lo stato di incertezza emergente,  i programmi di investimento in  Italia sono destinati, per ora, a fermarsi.

Ci sarebbe voluta una candid camera per filmare gli incontri e far capire che l’affermazione dell’Ambasciatore americano a Roma, John Phillips, che l’instabilità politica blocca gli investimenti nel Paese è assolutamente logica e scontata; l’ambasciatore ha detto solo ciò che i grandi e piccoli investitori esteri da mesi pensano e dicono dell’Italia; e non solo gli investitori esteri, vista la migrazione di holding italiane verso l’Olanda.

Venendo a noi, siamo in un Paese che ha un PIL che, se non ricordo male, è circa il 60% di quello tedesco, ma il nostro trading immobiliare è il 30% di quello tedesco, pari a quello della sola città di Francoforte.

Cosa dicevano i miei quattro interlocutori separatamente?

  1.  I media internazionali vi massacrano, in particolare i giornali inglesi e le vostre risposte sono deboli. Questo, dico io, è vero. Qualcuno dovrebbe consigliare al Governo di prendere dei bravissimi comunicatori strategici per ogni paese di interesse per limitare i danni dei media stranieri. Abilmente il Governo Turco lo ha fatto e anche in Italia sta lavorando con un esperto italiano di grande livello per ricostruirsi immagine.
  2.  I nostri investimenti immobiliari nel Paese sono ormai fortemente condizionati da tre elementi :
  1. L’accentuata instabilità politica e il referendum che è diventato un elemento di dibattito per indebolire il Governo. Oltretutto- mi hanno fatto notare i finanzieri – anche se Renzi dovesse perdere il referendum, ci sarebbe un altro Governo Renzi. Il PD non ha altri leader, la destra non ha più leadership, i 5 Stelle sono improponibili, visto lo spettacolo che  stanno dando a Roma e (aggiungono) Torino non fa testo perchè la Appendino ha ereditato una città in ordine e in crescita.
  2. La vicenda Monte Paschi di Siena: comunque la risolvete è stata una pessima cosa e non capiamo perchè l’attuale Governo se ne sia fatto carico così pesantemente.
  3. La situazione delle Banche Italiane che si declina in piu’ problemi: mancanza di ricavi perchè l’economia è ferma, eccesso di personale e quindi necessità di gravosi oneri per ristrutturazioni organizzative, necessità di aumenti di capitale e, dulcis in fundo, la situazione delle sofferenze bancarie che avete tentato di risolvere con un cerotto, ma frenano l’operatività delle banche e rendono incerti gli aumenti di capitale.Il nostro Paese, in conclusione, rimane di grande interesse per gli investitori internazionali, ma dobbiamo aver chiaro che finchè non si chiarirà il quadro politico staranno ben lontani dalle nostre frontiere.In breve? E’ stato un gran brutto week end.