L’INTERVISTA II manager Massimo Caputi Il brand Toscana e la soluzione per le terme

Massimo Caputi presidente di “Saturnia” interessato a Montecatini: al settore manca una strategia regionale. La parola magica per le terme è “Toscana” .

Fra ottobre 2017 quando York Capital— fondo globale di investimenti legato a Jamie Dinan, miliardario newyorkese azionista di minoranza dei Milwaukee Bucks — e Feidos, società di supermanager, acquistarono dalla famiglia milanese Manuli Terme di Saturnia spa, il gioiello termale adagiato sulle dolci colline dell’Albegna. Fu un’operazione da 40 milioni di euro condotta da Massimo Caputi, imprenditore e top manager di grandi società private e pubbliche, da Prelios-ex Pirelli Real Estate a Sviluppo Italia (e sono solo due esempi). Oggi Caputi è presidente esecutivo di Terme di Saturnia e dagli inizi del 2018 ha inaugurato Restart Saturnia, piano di profondo rinnovamento del complesso termale. Terme di Saturnia compie 100 anni. Come è cambiata nell’immaginario collettivo la percezione di questo luogo unico al mondo? «Saturnia prende nome da Saturno, il pianeta più riconoscibile. Per migliaia di anni qui si sono mischiate storia e leggenda e oggi la storia si sta riscoprendo e si comprendono le unicità di Saturnia grazie alle scienze». Quale modello avevate in mente quando avete acquistato Terme di Saturnia? «Il territorio è nulla senza Saturnia, ma Saturnia è poco senza il territorio. È fondamentale far crescere una sinergia fortissima tra i due elementi, mirando a un’integrazione Benessere-Natura-Cibo: questa è una necessità che deve essere compresa anche da chi vive qui, un po’ come è accaduto nelle Langhe». Quali sono le caratteristiche peculiari di Terme di Saturnia che vi hanno indotto a pensare che fosse un investimento interessante? «Il benessere è uno dei driver del futuro: tutti vogliono vivere più a lungo e meglio. E la Wild Maremma e Saturnia possono essere su questo asse un unicum italiano». A che punto siete con Saturnia Restart? «È un progetto complesso che coinvolge tutto il perimetro aziendale: dalla formazione, alla comunicazione, agli immobili con tutti i vincoli burocratici. Il 15 luglio abbiamo completato il rifacimento di 40 stanze del resort, ristrutturato il Club Benessere e rifatta la cucina. Ora tocca alle Terme. Intorno a Saturnia abbiamo chiamato alcuni dei migliori cervelli del paese». Terme di Saturnia ha mostrato un interessamento per le Leopoldine di Montecatini. La trattativa però si sta un po’ dilatando. Siete ancora interessati? «Noi pensiamo che il benessere debba essere uno dei “prodotti portanti” della Toscana; purtroppo, al contrario di altre regioni, la Toscana non ha adottato una strategia di prodotto; abbiamo una piattaforma di gestione con 200 persone e 100 anni di track record e crediamo di poterci unire a altre terme toscane per sviluppare questo prodotto». Qual è lo stato delle terme in Toscana? Il termale è ancora un segmento promettente? «Il prodotto c’è ed è fortissimo. Manca però una strategia regionale — penso al modello Emilia e Romagna o al Trentino — perciò ci si deve unire, anche perché il prodotto benessere è destagionalizzato e ciò porta ricchezza, stabilità, occupazione». — Massimo Caputi, presidente esecutivo di Terme di Saturnia e un’immagine delle Terme.

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