Terme devastate: il 2020 è da cancellare dai bilanci delle imprese

L’INDUSTRIA DEL BENESSERE, FEDERTERME-CONFINDUSTRIA

Il Sole 24 Ore – Enrico Netti

«Il sistema delle terme e del benessere è devastato dalla crisi alla pari di tutto il comparto turistico italiano.– È impossibile determinare quali saranno i tempi di ripartenza perché sono molto incerti gli elementi che caratterizzano la diffusione del virus». Questa la premessa di Massimo Caputi, presidente di Federterme-Confindustria.

Parole dure, secche perché il sistema termale sta vivendo uno dei suoi anni peggiori di una storia millenaria. «Il 2020 è un anno da cancellare dai libri del bilancio e tutta la filiera turistica ha la necessità della dichiarazione di stato di .risi perché è il più colpito dalla pandemia – continua Caputi -. Purtroppo i molteplici decreti sino ad ora pubblicati non trattano in alcun modo la filiera turistica e comunque come dimostra il caos di queste ore gli incentivi finanziari non sono decollati».

Sebbene permanga l’incognita sulla data di una possibile riapertura degli stabilimenti termali le imprese e gli enti che li gestiscono si preparano alle fasi 2 e 3. «Il sistema si sta attrezzando con tutte le soluzioni per la tutela dei clienti e dei lavoratori tra cui i termo scanner e le protezioni passive (dispositivi di protezione individuale ndr) secondo il modello già adottato dalla filiera agro alimentare e pertanto saremo pronti per la ripartenza tenendo presente che le stazioni termali dispongono di un solido presidio sanitario». Linee guida sono in fase di elaborazione da parte degli esperti della Fondazione di ricerca termale (Forst). Per quanto riguarda il prossimo anno il presidente di Federterme confida: «Spero in un tentativo di rilancio nel 2021 ma solo con strumenti straordinari e non con i voucher – avverte -. Le imprese stanno perdendo ogni giorno un patrimonio e se non interviene un piano strutturale e organico a sostegno della filiera porteranno i libri in tribunale creando quattro milioni di disoccupati». Inoltre il sistema termale, che si è completamente destagionalizzato, in questi ultimi anni è in piena trasformazione passando dalle «vecchie terme» a centri di prevenzione e di benessere che seguono le ultime tendenze delle scienze della vita. Un processo evolutivo che coinvolge alcune località note in tutto il mondo tra cui Saturnia, Salsomaggiore, Abano, Ischia e Sirmione. Destinazioni che potrebbero attirare i flussi turistici delle upper class di tutto il mondo oltre ad offrire prestazioni in convenzione con il Sistema sanitario nazionale con il presidio e controllo medico. Proprio questo potrebbe essere un altro punto di forza per il rilancio perché, secondo Federtemme, circa un italiano su cinque nel 2019 era affetto da malattie polmonari e a causa del virus cinese questa quota è purtroppo destinata a crescere a causa degli effetti del Coronavirus sui polmoni. Così stabilimenti come quelli di Tabiano, Saturnia e Abano le cui acque sono note per gli effetti positivi sulle patologie polmonari potrebbero sviluppare un nuovo filone legato a queste specifiche attività. —Enrico Netti

*** Federterme. Massimo Caputi, presidente del sistema delle terme e del benessere ***