Terme di Saturnia, dopo il beauty, il food a chilometro zero online

Milano, 14 novembre 2019 – Enrica Roddolo

« Non solo terme, non solo le acque salutari di Terme di Saturnia che stiamo adesso analizzando con il Policlinico Gemelli e l’Università Cattolica: – entro novembre è pronto a partire un progetto di food firmato Saturnia, a filiera controllata», anticipa a L’Economia Massimo Caputi che dopo aver rilevato per 40 milioni di euro le millenarie Terme dalla famiglia Manuli, adesso ha un piano per rilanciarle. Da quanto? «Almeno 10 milioni di euro per avviare il percorso di rilancio che abbiamo battezzato Restart, perché cento anni tondi dopo la creazione dello stabilimento termale (datato 1919), uno dei 321 stabilimenti termali italiani localizzati per lo più in Veneto, Toscana e Campania, stiamo rilanciano Le vie dell’acqua dello storico complesso: oltre alla sorgente e al parco anche le Cascate del Mulino».

Roma e Milano

Come sarà distribuito il progetto food collegato alle terme? «Partendo dallo stesso territorio, la Toscana, abbiamo intanto individuato alcuni prodotti, dall’olio alle marmellate fino ai sughi, che metteremo in vendita oltreché nelle nostre beauty clinic anche su una piattaforma online in definizione. E tra un anno l’offerta benessere di Saturnia arriverà anche a Milano e Roma». Prima Roma o Milano? «Abbiamo già trovato tre possibili location sotto la Madonnina, poi replicheremo anche nella capitale. L’idea è di inaugurare dei centri benessere dove poter far vivere l’esperienza di Saturnia anche in città. Lo step successivo sarà infatti una vera e propria rete di beauty clinic Saturnia in vari hotel cinque stelle della Penisola». Primo step l’accordo appena siglato con Starhotels e Terme di Saturnia Natural Spa & Golf Resort per una nuova collaborazione a carattere commerciale che avrà inizio a gennaio 2020. Quanto a Caputi, manager di lungo corso, presidente esecutivo di Terme di Saturnia oltreché presidente e socio di riferimento di Feidos la società che(con il fondo americano York Capital) nel settembre 2017 ha acquistato il complesso termale, Caputi è convinto – dati alla mano – che il futuro del turismo italiano sarà in gran parte legato al benessere.

Turismo del benessere «Solo nel 2018 sono stati nel mondo 830 milioni i viaggia scopo benessere e prevenzione, un balzo del 20% rispetto al 2015. Numeri che fanno sì che oggi il turismo del benessere conti per il 17% dell’intero mercato del turismo — dice Caputi —. L’Europa è al primo posto per numero di viaggi-benessere annuali: 292 milioni quelli effettuati nel 2017. E la Spa di Terme di Saturnia è stata riconosciuta come Best Medical Spa da Italian Spa Awards. Così, dopo aver studiato le proprietà delle acque vulcaniche di Saturnia che rendono davvero uniche le terme, acque che sgorgano alla temperatura di 37 gradi centigradi dopo aver viaggiato sotterranee per 40 anni prima di emergere nella vasca termale del Resort di Saturnia, nel 2017 abbiamo avviato il progetto di rilancio con un primo piano di investimenti da 8 milioni di euro, pari al 50% del fatturato. Obiettivo: 25 milioni di fatturato nel 2022.». Primi interventi, gli investimenti sulla cucina, con due chef stellati, poi la ristrutturazione delle stanze. «Adesso, poiché non è facile trovare oggi in Italia qualificati Spa manager, siamo pronti a varare un’Accademia Saturnia con la Luiss per formare professionisti delle Spa», continua Caputi, che intanto si guarda attorno. Nuove acquisizioni in vista? Terme di Saturnia era data tra i possibili interessati anche a Montecatini Terme. «Sì ci interessano nuove acquisizioni, credo molto nel business della prevenzione e benessere».