Terme non solo d’estate, piano da 10mila occupati TURISMO DEL BENESSERE

Massimo Caputi designato alla presidenza Federterme-  Elezioni il 14 dicembre. La destagionalizzazione è tra le sfide per la crescita che il settore vuole cogliere.

Il Sole 24 Ore – Enrico Netti

Una destagionalizzazione che vale almeno 10mila nuovi posti di lavoro in più nei prossimi tre anni. È questa una delle prossime sfide che il termalismo italiano vuole cogliere. Perché lo sviluppo di questo settore chiave del benessere made in Italy è frenato dalla mancanza di operatori qualificati mentre molte società che gestiscono gli stabilimenti termali si stanno impegnando per prolungare la stagione perché in Europa la domanda di salute e benessere cresce a due cifre ma il settore termale in Italia non riesce ancora a cogliere a pieno queste opportunità. Lo scorso anno il fatturato realizzato dai 323 stabilimenti termali sparsi lungo la Penisola si è avvicinato ai 76o milioni, di cui 119 grazie alle cure termali convenzionate, per quasi 2,8 milioni di clienti. Questa è solo la punta dell’iceberg perché le imprese del benessere in Italia sono oltre 30mila di cui poco più dei tre quarti sono concentrate nel Nord Italia. Si contano inoltre quasi 2.500 centri benessere per i due terzi nel Nord. Il giro d’affari delle SPA (Salus per aquam), la metà è collegata ad una struttura alberghiera, vale 4 miliardi di euro incluso l’indotto. Un universo di attività che all’unanimità ha designato Massimo Caputi, oggi alla guida delle Terme di Saturnia, come prossimo presidente di Federterme. Le elezioni si svolgeranno il prossimo 4 dicembre mentre mercoledì è stato celebrato il centenario di Federterme. Il comparto ha vissuto continui cambiamenti nell’offerta e si è creata una dicotomia tra la parte «cura e prestazione termale» e il prodotto “benessere”. Una doppia anima tra prestazione sanitaria odi cura e riabilitazione mentre la seconda soddisfa il bisogno di relax, la forma fisica per un complessivo miglioramento dello stato di salute del cliente. Un modello di prevenzione che mira al benessere. In Italia ci sono terme ad altissima specializzazione come, per esempio, quelle di Salsomaggiore e Tabiano, dove si curano patologie respiratorie grazie ad acque la cui unicità è riconosciuta a livello mondiale oltre strutture storiche che risalgono ai tempi dei romani. Si punta anche a rendere appetibile l’offerta termale a quella fascia di clientela tra i 30 e i 50 anni che rappresenta oltre il 35% dei clienti. Dall’industria del benessere si potrebbero cogliere le migliori opportunità riuscendo ad intercettare, anche grazie alla destagionalizzazione, i flussi di clientela europea, mercato che cresce a doppia cifra e sceglie per un break le strutture di Slovenia, Austria e Ungheria: sono questi i principali competitor dell’offerta italiana. Tra i clienti più ambiti ci sono i russi considerati i big spender perché soggiornano per una o due settimane nelle strutture specializzate. Gli ultimi dati di Federterme ricordano come le località termali e del turismo del benessere accolgono il 4,2% delle presenze turistiche stimate nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere in Italia, ovvero oltre 15 milioni di presenze l’anno. Con il rinnovamento di impianti, una offerta supportata da team di professionisti qualificati, la federazione sta per varare una scuola specializzata con il supporto di una università, potrebbe cogliere maggiori opportunità anche con il claim «prevenzione è benessere». Ma il settore soffre anche per l’estrema frammentazione delle imprese, con alcune terme pubbliche che malgrado i deficit e la legge Madia arrancano nel trovare un percorso di privatizzazione e risanamento. Ovvero un altro freno allo sviluppo del comparto. Micro aziende che non sono in grado di raggiungere economie di scala, ad avere accesso al credito, varare efficaci strategie di marketing. Certo ad agosto è stato siglato il primo contratto di filiera per agevolare il rilancio dell’industria termale per il recupero e la riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate. enrico.netti@ilsole24ore.com